Un lettore: "Con Genova concorrenza falsata. Vantaggi reali con la Lunezia"
- Gentile Redazione,
scrivo in merito all'interessantissimo sondaggio che avete proposto a noi lettori che sfiora le eventuali, e confusamente ventilate dal Governo, modifiche alle attuali Province e ripropone il tema "Lunezia". Premetto che ritengo che tutte le Province andrebbero abolite, così come previsto decenni fa alla creazione delle Regioni, e che ho votato per l'opzione "Lunezia allargata" al vostro sondaggio.
Questo perché ritengo innanzitutto che La Spezia e il suo comprensorio abbiano ben poco da guadagnare dal fare parte di un'istituzione che ha sede a Genova e che, nelle intenzioni della politica nazionale, andrà ad avere sempre maggiori poteri. A partire dalle attività portuali, diversi sono gli ambiti in cui dovrebbe esserci una vera concorrenza tra le due città, concorrenza che risulta invece falsata e poco "leale" da decenni (ma, a ben vedere, da secoli) a causa dello schiacciante peso politico del capoluogo.
Un esempio lampante è il completamento della Pontremolese, infrastruttura che farebbe fare un salto di qualità allo scalo spezzino, e che a Genova non viene certamente visto con favore visto che, di fatto, sarebbe un tassello fondamentale di un corridoio diretto tra il nostro porto e il Brennero e quindi l'Europa.
Diverso sarebbe se potessimo invece prendere azione su argomenti così fondamentali in un ambito regionale con Parma, Massa e le provincie della bassa Lombardia, tutte zone fortemente esportatrici, che avrebbero anch'esse vantaggi notevoli dal poter usufruire di un'eccezionale porta sul Mediterraneo come La Spezia.
Il criterio che dovrebbe muoverci in questa direzione non dovrebbe essere "culturale": tale metro è poco pertinente in uno Stato Nazionale che si appresta a celebrare 150 anni di unità e addirittura, nelle sue forme più estremiste e razziste, anche piuttosto pericoloso. Il dato economico ci dice che questa sarebbe una soluzione sicuramente migliore per il nostro territorio che, sommata al necessario processo di mutamento del tessuto economico cittadino simboleggiato dal progetto del nuovo fronte a mare, potrebbe veramente essere il motore di una rinascita della città.
Leggo con piacere che anche parte della Sinistra si interessa a questo tema, mi sembra un progetto troppo serio e importante per lasciarlo in mano a certi partiti dalle facili metafore e dai pericolosi slogan.
Andrea Bonatti
Sabato 5 giugno 2010 alle 13:16:25