Le papere di Central Park-Il giovane ed immortale Holden

. Se n’è andato nello stile che aveva scelto. Dopo avere vitato i media ed i lustrini che avrebbe meritato per quasi 60 anni. Sul New York Times la news è comparsa sotto il titolo:” BREAKING NEWS 1:07 PM ET, J.D. Salinger, Author of ‘The Catcher in the Rye,’ Is Dead at 91”. Sembra un’epigrafe in calce, quasi fosse tutto organizzato.Per chi ha letto Il Giovane Holden, ma anche per chi non lo ha letto, Salinger non era un qualsiasi autore.Rappresentata l’urlo strozzato di una precoce gioventù, che poi lui stesso, nascondendosi volontariamente dal mondo, aveva quasi cancellato. Quasi, perché Golden, Holden Caulfield, eroe iconoclasta, era allora un personaggio troppo fuori, ma nello stesso tempo troppo in anticipo con i tempi. Un ignaro, o come si definiva lui un fenomenale bugiardo “il più fenomenale che abbiate mai incontrato”.”E’spaventoso, perfino s evado in edicola e qualcuno mi domanda che cosa faccio, come se niente fosse rispondo che sto andando all’opera”. La bellezza del libro, sta secondo noi in due punti fondamentali: tutto si svolge in fondo in un fine settimana, e poi il ribelle è un ragazzo di soli 17 anni. Se consideriamo che la probabile ambientazione è quella del 1951 si capisce quanto questa storia possa aver colpito la gioventù del tempo e direttamente poi quella degli anni a seguire. Mark Chapman, l'assassino di John Lennon e della sua Imagine, aveva con sé il libro al momento dell'omicidio. E’ solo un piccolo ma significativo esempio. In Italia il libro fu pubblicato una prima volta nel 1961, poi ancora nel 2008. Golden ribalta la sua vita, proprio al momento di entrare nella quarta scuola che cambia; sulle cinque materie presentate è riuscito ad ottenere la sufficienza solo in una, inglese. Fondamentalmente la scuola non è il suo problema. Finchè viene espulso.
Golden diventa mai un mito, sempre un prototipo della piccola rivoluzione giovanile, di coloro che tremendamente giovani, si sentono così sicuri di quello che dicono. Di coloro che possono tutto, che hanno già visto tutto e se non l’hanno visto, lo possono immaginare. Uno che non ha tempo per raccontare nel libro tutta la sua autobiografia, ma “ racconterò solo le cose da matti che mi sono capitate verso Natale”.E’ un libro che segna un’era, di quelli che fanno dire che le parole siano ali, che regalano pensieri e stordimenti.Un mio professore, un giorno, disse che “ dovrebbero leggerlo in tanti”. Ma, aggiungeva “ meglio non tutti”. La morte di Salinger non cancella anche Golden, ma questo si sapeva già. Resta l’enigma che poi è diventato il titolo della nostra rubrica:” dove vanno le papere di central park quando il laghetto si ghiaccia?”. Si, dove vanno?

30/01/2010 19:32:24
Armando Napoletano
















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