Giovani stressati da troppi impegni? C'è la casa dell'Ozio
La Spezia. Per i ragazzi stressati dai troppi impegni arriva la casa dell'Ozio, dal 15 febbraio al 25 marzo, 400 bambini e ragazzi di 16 scuole elementari e medie della Spezia, accompagnati dai loro insegnanti, hanno la possibilità di vivere una originale esperienza formativa nei locali a pian terreno della Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia, in via Domenico Chiodo, 36.
La casa dell’ozio è un progetto per aiutare i ragazzi stressati da troppi impegni
ideato e realizzato da Mara Baronti e Beatrice Meoni, in collaborazione con Ivan Biglioli
grazie al lavoro di Cristina Alioto, Roberta Camuglia, Francesca Corchia e Francesco Menconi.
E' sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia nell’ambito di Teatro Destinazione Scuola, un innovativo progetto, diretto dal Prof. Giorgio Testa dell’ETI, mirato a formare un gruppo di nuove figure professionali in campo teatrale destinate a lavorare sul territorio e a promuovere nelle giovani generazioni una fruizione più consapevole del Teatro. Il progetto, giunto al secondo anno di realizzazione, vede la collaborazione dell’ETI, Ente Teatrale Italiano, del Comune della Spezia, dell’Istituzione per i Servizi Culturali e del Comune di Lerici.
La casa dell’ozio è, quindi, parte integrante di un’iniziativa più ampia e articolata, che offre a studenti e insegnanti che vi partecipano e ai mediatori teatrali in formazione grazie a Teatro destinazione scuola uno specifico e particolarissimo campo di sperimentazione. Una lunga performance che, in uno spazio appositamente progettato, utilizza, secondo un percorso preciso, la narrazione delle grandi fiabe della cultura popolare, il gioco tradizionale e creativo, i giochi sensoriali, la musica, il canto, i video, il cibo e invita e aiuta i bambini a stare assieme, condividendo ogni stimolo e ogni emozione, attraverso l’esperienza dell’oziare per un’intera mattinata.
“Ozio in questa casa significa prendersi tempo per fare cose che normalmente non abbiamo il tempo di fare: ascoltare e sapere di avere ascoltato, vedere e rendersi conto di aver visto, gustare, odorare, toccare consapevolmente.
Applicare la consapevolezza ad ogni esperienza ci permette di abbattere i muri e i percorsi obbligati che altri o noi stessi ci costruiamo intorno, ci permette l’uscita dal labirinto.
A questo scopo la casa dell’ozio offre un salone dei canti e dei racconti dove si eserciterà l’udito e la memoria ascoltando miti e fiabe, che parlano dell’essere e non dell’avere, dell’armonia con le forze del cosmo e non del mercato - dichiara Mara Baronti, ideatrice della casa dell’ozio - Ci sono due stanze del gusto dove ci si esercita a mangiare e gustare insieme cose semplici e altre stanze sensoriali per affinare il senso dell’odorato, la percezione del colore e del ritmo.
Tutti i locali che vengono usati sono preparati come istallazioni d’arte, grazie al lavoro di Beatrice Meoni”.
Le 16 classi che aderiscono al progetto, divise in 8 gruppi, effettuano tre visite complessive alla casa dell’ozio, ciascuna delle quali si compone di 5 momenti fondamentali (Primo atto: spogliarsi di tutto; Secondo atto: il salone dei racconti - ascoltare; Terzo atto: la sala del gusto; Quarto atto: le stanze dei sensi: la vista, il colore, l’olfatto, il suono e la voce; Quinto atto: l’arrivederci…), durante i quali i bambini e i ragazzi vengono coinvolti ed accompagnati dagli operatori teatrali.
"E' un luogo dove i bambini gustano e osservano ogni esperienze -dichiara Ivan Biglioli, coordinatore pedagogico e dei giochi - dove giocano con regole precise e si abituano ad essere sempre consapevoli di quello che stanno facendo, vedendo, ascoltando, gustando, toccando e odorando, individualmente ma insieme agli altri".